In moto per uno straccio di pace

Alcune concessionarie vanno
oltre il ruolo di “centri-vendita-moto” e diventano luoghi di ritrovo spontanei
allo scadere del fine settimana. Alcuni anni fa Mauro e Antonella hanno raccolto
l’eredità della concessionaria Moto Guzzi di Ravenna realizzando la loro
aspirazione: vivere fra le moto. La loro Magica è un luogo di ritrovo in
cui tanti sogni fantasticati in moto hanno infiammato gli animi….per poi
affievolirli nel volgere di un sospiro. Qualcuno di questi sogni però non è
finito all’alba…..

A volte mi chiedo se abbiamo
ancora la possibilità di sognare nella odierna realtà così codificata e triste.
Forse sì. In fondo nei sogni basta crederci e se veramente lo desideri puoi
avverarli. C’è chi ha realizzato il sogno di compiere in sella alla propria moto
i viaggi di Marco Polo e ancora fantastica itinerari lontani. Nel mio piccolo la
“folle” idea di percorrere l’intero perimetro della Penisola Iberica iniziò a
maturare poco a poco, una infinità di dubbi e timori non riuscirono a vincermi e
oggi quei novemila chilometri sono relegati fra le mie esperienze umane più
intense; tutta la Spagna e il Portogallo rigorosamente in tenda e sacco a pelo,
due amici e due moto. Due Moto Guzzi: due 1000 SPIII.

Amico mio, che individui
miserandi saremmo senza sogni da realizzare? I motociclisti sono forse gli
ultimi sognatori rimasti e per questo motivo andrebbero tutelati come le
bellezze rimaste. Le nostre aspirazioni progettate in simbiosi con la moto sono
“follie” per l’ordinario pensiero, ma per noi sono traguardi che ci infiammano
gli animi.

Fra il popolo Guzzista vi
sono fanciulli che a volte riescono a realizzare i propri sogni, come quello di
portare un messaggio di pace al Santo Padre in Vaticano in sella alla propria
moto. Nessuno ci avrebbe mai creduto, e invece…..che meravigliosi pazzi!


UNA IDEA PAZZA


Tutto è cominciato dopo la sconvolgente tragedia delle torri
gemelle di New York.
Un sabato mattina giungo alla concessionaria Magica Moto; all’ombra della veranda d’ingresso
Mauro è intento a spiegare
i comandi di una fiammante Nevada 750
ad un cliente: un bimbo invecchiato smanioso di partire, di “piantare” la prima
marcia, di fare il giro del mondo in 80 giorni. Wrummm! Wrummm! Il
bicilindrico frulla gagliardo nella gioiosa partenza del suo smanioso cavaliere,
il quale ci saluta con un energico “Ciao!”
font-style:normal”>, lo vediamo rimpicciolire e svanire nel traffico del sabato
mattina. Mauro mi sorride: “ogni volta che
consegno una moto nuova è come la prima volta……è il bello di questo lavoro”.
Entriamo in negozio fra i
bagliori di platino delle moto esposte. Mauro è un motociclista “vero” e un
purista della motocicletta, ci conosciamo da molti anni, fin da quando egli
accarezzava l’idea incoffessabile di lavorare con le moto, siamo molto amici.

Fra l’odore inebriante delle moto nuove mi parla di una
“pazzia” pensata da Marco Merlari (un membro del Guzzi Club Ravenna) condurre un corteo di
motociclisti a Roma in Piazza San Pietro al cospetto del Santo Padre, portare a
Papa Wojtyla un messaggio di pace e partecipare ad una raccolta fondi per
Emergency (l’associazione che soccorre le popolazioni colpite dai conflitti). La
proposta sarà presentata al consiglio del
Club. Concordiamo che si
tratta effettivamente di una idea un po pazza, oltre che presuntuosa,
però…..però……

Per tradizione in questo moto-club le cose si fanno bene
oppure non si fanno: oltre ottanta iscritti-sostenitori, un Presidente in testa
e uno statuto interno, un “parlamentino” (il Consiglio Direttivo) composto da
nove consiglieri eletti con scrutinio in occasione della cena di fine anno. Sono
“ragazzi”dai dieci agli ottanta anni,
uomini e donne, ragazzi e ragazze. Tutti vanno in moto in  qualità di conducenti
(….ovviamente) oppure come passeggeri. Quì nella “bassa Romagna” le iniziative
del trovano sempre seguito anche a causa del “letargo” che affligge i pur
numerosi moto-clubs
della zona. In molti aderiscono alle iniziative promosse da “quelli
della Guzzi di Ravenna”
(gite, viaggi, moto-incontri) al punto che la partecipazione delle moto di
Mandello a volte è minoritaria.

ENTUSIASMI SORPRENDENTI

Questa non sarà la solita gita fuoriporta, un corteo di
motociclisti in Piazza San Pietro al cospetto del Papa non è uno scherzo.
L’intento è magnanimo e….decisamente presuntuoso, forse troppo. Nella riunione
del Consiglio la maggioranza dei dubbiosi scoraggia anche gli ottimisti più
convinti: nessuno ha mai organizzato qualcosa di simile e dubbi, timori e
indecisioni fanno a gara. Meglio stare con le “ruote” per terra e organizzare
qualcosa di più facile e collaudato. Ma certe idee hanno il potere dei sogni,
chi ci crede non desiste e mentre le ore scorrono veloci i sorrisi svaniscono,
le fronti si corrugano….., la folle idea di “in
moto per uno straccio di pace”
non sembra più tanto folle. Alle due di notte ancora siamo divisi come cattolici
e protestanti, che fare? Nessuno vuole archiviare l’affascinante idea e così
decidiamo di “sondare il terreno”, poi si vedrà. Nei giorni seguenti giunge
dalla “mecca” (Mandello Lario) l’incitamento della Guzzi, poi l’incoraggiamento
del Comune di Ravenna e del Comune di Roma, la Polizia Stradale farebbe da
“apripista”  fino alle porte di Roma, in seguito spetterebbe ai Vigili Urbani
della capitale condurre i motociclisti in Piazza San Pietro. Ovunque “bussiamo”
troviamo entusiasmi sorprendenti….ma non era una idea pazza?

La vera “molla” che ci spinge ad abbandonare ogni indugio è
l’interessamento della Curia Arcivescovile
di Ravenna, l’incitamento dell’Arcivescovo Monsignor Verrucchi (persona semplice
e squisita) diventa l’ “albero motore” di questa impresa a cui nessuno, ormai,
vuole rinunciare.

Sì! “in moto per uno
straccio di pace” si farà!
Che meravigliosi pazzi ci celano fra il popolo motociclante. Gente come noi può
ritrovarsi nel “Elogio della follia”
di Erasmo da Rotterdam.


UN VALORE DI TUTTI

Alla Magica Moto
c’è fermento. Si ipotizza una domenica di settembre, proprio il periodo in cui
si è consumata la tragedia di New York. Eravamo dubbiosi, poi indecisi, ora
raggianti,…..non stiamo correndo troppo? Calma, calma e prudenza.

Per prima cosa si cerca di mettere al riparo l’iniziativa
delle consuete e puntuali strumentalizzazioni. Non saremo certo noi a scoprire
il supremo valore della Pace per l’umanità……quindi meglio evitare proclami
demagogici; la Pace è un valore che appartiene a tutti, a “tutti
gli uomini di buona volontà”,
non è di destra o di sinistra, e tanto meno appartiene a certi “pacifisti” non
troppo sereni e sovente distratti. Si evitano con cura annunci fruibili agli
appetiti di qualche “fazione”, solo un semplice drappo bianco avvolgerà le moto
con la scritta: “per uno straccio di pace”.

Forse la Pace fra i popoli resterà la regina fra le utopie.

Se in un giorno lontano
Abele il buono avesse
impugnato un mitragliatore Caino il malvagio
non ci avrebbe provato con una mascella d’asino. Probabilmente  nella natura
umana si cela una “follia bestialissima”
(così Leonardo definì la causa della guerra) dalla quale Abele
dovrà eternamente difendersi, ma a noi piace fantasticare, sperare che in questo
pianeta-terra piccolo e affollato la “parola” abbia il sopravvento sulla
mascella d’asino. Nel nostro piccolo, anzi piccolissimo, porteremo un messaggio
di pace in San Pietro: un corteo di motociclisti al cospetto del Papa. Tutte le
moto potranno partecipare e speriamo giungano numerose.

Si partirà a notte fonda con i serbatoi rigorosamente “pieni”
dalla Basilica di S.Apolinare in Classe,
alle porte di Ravenna.
L’itinerario è la Superstrada E45 (Ravenna-Roma) tanto cara ai motoviaggiatori
nordici attratti dal magnetismo del centro-Italia. Oltre alle soste programmate
per colazione e rifornimenti vengono individuati alcuni punti di aggregazione
lungo il percorso. Da Ravenna a Roma vi sono circa 800 chilometri
(complessivamente fra andata e ritorno) da consumarsi in una sola giornata: “in
moto per uno straccio di pace”
inizierà all’alba e finirà al tramonto, da buio a buio, e il gruppo deve restare
sempre unito. Bisogna pensare ad ogni cosa sperando anche (soprattutto) nella
Dea Bendata, purtroppo manca la sfera di cristallo per la solita ipoteca: il
maltempo, sempre lui,…..speriamo in una bella giornata.

Il tam-tam
si è diffuso fra le tribù motociclanti e ogni giorno alla Magica-Moto il telefono squilla con richieste di chiarimenti, mezza Italia sembra
voler partecipare. “Ahooooo aguzzistiiiiiii
vevogliobbeneeeeee….quannnoseparteeee cò stò stracciodepaceeeeeee?!”

UN GIORNO SPECIALE

Ci siamo. Le previsioni-meteo hanno
annunciato bel tempo. Bene.

Domenica 15 settembre, ore 5,00.
La notte si anima con i bagliori di tantissimi fari e con il
pulsare dei motori in arrivo al cospetto della Basilica di Classe: tempio
dei mosaici dichiarati dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Quante
moto! E quante ne arrivano…..di ogni marca e tipo. C’è anche il Sindaco di
Ravenna, Widmer Mercatali, col suo scoter, e percorrerà un lungo tratto assieme
a noi. Il silenzio torna a regnare come per magia con la benedizione di
Monsignor Giuseppe Verrucchi,…..quando un moticiclista gli offre un casco e la
sella di “passeggero” sulla propria moto quasi accetta l’invito! C’è mancato
davvero poco. Una persona squisita Monsignor Verrucchi.

Si parte. Centinaia di mani
guantate ruotano le chiavi di accensione: gnignigni……Wrummm! Wraum! YhuuuuuuHuHu
ZhuuuHuuu!
…..un coro
unanime di accensioni e Clock di prime marce innestate  muove un
ordinato corteo di motociclisti accodato alla pattuglia della “stradale” verso
l’inizio della E45. Un “serpentone” luminoso accende una E45 semideserta, buon
Dio quante moto! E che colpo d’occhio. Brrrrrrrr..…però che freddo. I
bagliori dorati  dell’alba ci accolgono fra i monti sul valico del Verghereto,
finalmente possiamo vederci, ogni casco si gira alla ricerca di mille sorrisi.
Una “giapponese” si affianca e il suo cavaliere mi sorride con la gioia di un
bimbo, alza la visiera del casco e mi lancia un  “ciaooo! oggi sarà un gran
giorno!
”. La Pace è anche questo: viaggiare insieme impugnando un manubrio
e condividere una medesima passione, quella per la moto. La motocicletta, nel
suo volto migliore, è una delle cose più civili di questo mondo.

Il pulsare del bicilindrico è
coperto dal “tuttuno” del gruppo ma riesco comunque a sentirlo,
Rhurhurhurhurhu………
frulla gagliardo fratello e portami lontano ancora una
volta, oggi è un giorno speciale e sono io a condurre te: ti porto dal Papa. Non
sempre i sogni finiscono all’alba, a volte all’alba iniziano….e si avverano.

Voglio ripertelo con un
pizzico di orgoglio: sono molto grato alla moto, impugnando il manubrio sono
andato alla scoperta di questo nostro paese e ho imparato ad amarlo, qualche
volta a detestarlo per lo scempio che sovente facciamo dei nostri paesaggi; e
anche lo sfregio della bellezza paesaggistica è un atto di “guerra”. Sarebbe ora
di dichiarare Pace alle meraviglie che ci circondano, lo dobbiamo a chi verrà
dopo di noi.

Attraversiamo l’armonia dei
paesaggi umbri: sono queste le terre di San Francesco, il primo vero pacifista
della storia. Le ore scorrono veloci come il grigio-argento sotto alle
pedane, tante altre moto si sono aggregate  a Città di Castello, oppure lungo il
tragitto, adesso Roma e Piazza San Pietro si avvicinano. Si avvicinano. Si
avvicinano.

“il
cuore batte forte, il respiro si fa affannoso….”

Arriviamo a Roma nella tarda
mattinata di una giornata luminosa. Le strade capitoline  si aprono per noi come
in un abbraccio…..entriamo guidati dalla polizia in alta uniforme  nel teatro di
Piazza San Pietro,  davanzti al manubrio gli applausi della folla. Oh! Che
spettaaaacoloooo! Il cuore batte in petto in un tutt’uno col pulsare del motore
e l’emozione ti rapisce. “E’ un’entrata trionfale, il cuore batte forte, il
respiro si fa affannoso, gli occhi lucidi. Vedo le transenne che circondano
Piazza S. Pietro che si aprono solo per noi…
..” (dal resoconto di viaggio di
un partecipante).

A Castel Gandolfo il Saluto
dell’Angelus
letto nientemeno che da Sua Santità il Papa, Giovanni Paolo
II
. Papa Karol Wojtyla: questo straordinario Pontefice viaggiatore del mondo
che parla con la sua vita, con il suo esempio, col suo coraggio non-violento che
ha sgretolato i muri della violenza e della paura portando al mondo molto più di
una speranza. Con le giacche da moto addosso e i caschi in mano ascoltiamo il
parlare sofferto di quell’angelo vestito di bianco, anziano e malato,
ma niente affatto rassegnato. E’ venuto per noi, è venuto a ricevere il nostro
augurio: “per uno straccio di pace”. E’ venuto a salutare il Popolo dei
Motociclisti. Abbiamo realizzato un sogno di cui solo ora siamo coscienti. I
sogni non finiscono all’alba, all’alba iniziano e si avverano.

In moto per uno straccio di
pace
” è un evento ripreso da TV e quotidiani, ma è soprattutto un patrimonio
per chi vi ha partecipato in numero sempre crescente. Grazie ragazzi! Siamo
orgogliosi……di tutti noi.

Addio Karol,…..magnifico angelo
vestito di bianco che amavi le montagne, i paesaggi, la natura; le stesse
bellezze che ci spingono ostinatamente ad impugnare il manubrio. E a sognare.

Ci mancherai.

Fabio Baldrati

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