in moto per uno straccio di pace


“in moto per uno
straccio di pace”

di Fabio Baldrati

“L’umanità deve porre fine alla guerra,
o le guerra porrà fine all’umanità”

John F. Kennedy
(messaggio all’ONU, 25 settembre 1961)

C’è un luogo di incontro nel cuore della Romagna
del “mutor” in cui gli appassionati delle motociclette di Mandello si
ritrovano da molti anni: E’ la concessionaria Magica di Via
Maggiore
, a Ravenna. E’ ancora quì la sede del Guzzi Club fondato
nei primi anni 80. Alcuni anni fa Mauro e Antonella hanno raccolto l’eredità
della concessionaria Moto Guzzi di Vittorio Magi realizzando così il loro
sogno: vivere fra le motociclette con l’aquila dorata sul serbatoio e
due cilindri debordanti a -V- come torri di una eroica fortezza. Motociclette
che ancora oggi,….anzi, oggi più che mai, trovano l’abbraccio del celebre
aforisma di George Bernard Shaw (1856-1950) “la motocicletta è la macchina
più umana che sia mai stata realizzata
“. E nel nostro tempo il mitico
autore di “Uomo e superuomo” molto probabilmente impugnerebbe il
manubrio di una Moto Guzzi. Sì, perché la Guzzi è l’ultima rimasta. Questa
eclettica bicilindrica può piacere oppure no, ma è una vera Motocicletta,
una “macchina umana” che aggrega le persone, una portatrice di
piaceri che nemmeno un Nobel per la letteratura potrebbe descrivere;
ma soprattutto riesce a farti sognare e a convincerti alla realizzazione
dei tuoi sogni. Le Moto Guzzi ancora riescono in questo.
Ma abbiamo ancora la possibilità di sognare, di avverare i nostri desideri
nella odierna realtà così codificata e triste? Forse sì. Chi ha scelto
di scoprire il mondo impugnando un manubrio e sfidando i mille disagi
del maltempo (e non solo) è ben lungi dal rassegnarsi al comune “sguardo
basso”. I motociclisti sono gli ultimi sognatori rimasti e andrebbero
protetti come le bellezze sopravvissute. E fra il popolo motociclante
i Guzzisti sono i più “fanciulli”, essi a volte realizzano i loro
sogni, come quello di portare un messaggio di pace al Santo Padre in Vaticano
in sella alla propria moto. Nessuno ci avrebbe mai creduto, e invece……
che meravigliosi pazzi!

una idea pazza
Tutto è cominciato dopo la sconvolgente tragedia delle torri gemelle di
New York. Un sabato mattina giungo alla concessionaria Magica;
all’ombra della veranda d’ingresso Mauro è intento a spiegare i comandi
di una fiammante Nevada 750 ad un cliente: un bimbo invecchiato
smanioso di partire, di “piantare” la prima marcia, di fare il giro del
mondo in 80 giorni. Wrummm! Wrummm! Il bicilindrico frulla gagliardo
nella gioiosa partenza del suo orgoglioso cavaliere, il quale ci saluta
con un energico “Ciao!”, lo vediamo svanire nel traffico del sabato
mattina. Mauro mi sorride: “ogni volta che consegno una moto nuova
è come la prima volta……è il bello di questo lavoro”
. Entriamo in negozio:
vi sono tre Breva esposte, due V11 e due sontuose California
dai bagliori di platino. Mauro Armari è un motociclista “vero” e un purista
della Motocicletta, ci conosciamo da molti anni, fin da quando egli accarezzava
l’idea incoffessabile di lavorare con le moto, con le Moto Guzzi. Siamo
buoni amici.
“Come và Mauro?” gli chiedo. “Mah….che vuoi che ti dica, aspettiamo
da troppi anni una granturismo come Dio comanda, se l’avessimo avuta qualche
anno fa……accidenti. La BREVA 1100 è stupenda, ma c’è da sperare che non
arrivi troppo tardi”
. Poi mi parla di una “pazzia” pensata da Marco
Merlari, un membro del Club. Condurre un corteo di motociclisti a Roma
in Piazza San Pietro al cospetto del Santo Padre, portare a Papa Wojtyla
un messaggio di pace e partecipare ad una raccolta fondi per Emergency
(l’associazione che soccorre le popolazioni colpite dai conflitti). La
proposta sarà presentata al consiglio del Club. Concordiamo che si tratta
effettivamente di una idea un po pazza, oltre che presuntuosa, però…..però……

Per tradizione al Guzzi Club Ravenna le cose si fanno bene
oppure non si fanno. Questa associazione vanta oltre ottanta iscritti-sostenitori,
un Presidente in testa e uno statuto interno, un “parlamentino” (il Consiglio
Direttivo) composto da nove consiglieri eletti con scrutinio in occasione
della cena di fine anno. Sono “ragazzi” dai dieci agli ottanta anni, uomini
e donne, ragazzi e ragazze. Tutti vanno in moto in qualità di conducenti
(….ovviamente) oppure come passeggeri. Quì nella “bassa Romagna” le iniziative
del Guzzi Club trovano sempre seguito anche a causa del “letargo”
che affligge i pur numerosi moto-clubs della zona. In molti partecipano
alle iniziative promosse da “quelli della Guzzi di Ravenna” (gite,
viaggi, moto-incontri) al punto che le Guzzi a volte sono in “minoranza”
(!).

entusiasmi sorprendenti
……questa non sarà la solita gita fuoriporta; un
corteo di motociclisti in Piazza San Pietro al cospetto del Papa non è
uno scherzo. L’intento è magnanimo e….decisamente presuntuoso, forse troppo.
Nella riunione del Consiglio la maggioranza “etnica” dei dubbiosi scoraggia
anche gli ottimisti più temprati: nessuno ha mai organizzato qualcosa
di simile e dubbi, timori e indecisioni fanno a gara. Meglio stare con
le “ruote” per terra e organizzare qualcosa di più facile e collaudato.
Ma certe idee hanno il potere di stuzzicarti come le Sirene di Ulisse,
chi ci crede non demorde e mentre le ore scorrono veloci i sorrisi svaniscono,
le fronti si corrugano….., la folle idea di “in moto per uno straccio
di pace”
non sembra più tanto folle. Alle due di notte ancora siamo
divisi come cattolici e protestanti, che fare? Nessuno vuole archiviare
l’affascinante idea e così decidiamo di “sondare il terreno”, poi si vedrà.
Nei giorni seguenti giunge dalla “mecca” (Mandello Lario) l’incitamento
della Guzzi, poi l’incoraggiamento del Comune di Ravenna e del Comune
di Roma, la Polizia Stradale farebbe da “apripista” fino alle porte di
Roma, in seguito spetterebbe ai Vigili Urbani della capitale condurre
i motociclisti in Piazza San Pietro. Ovunque “bussiamo” troviamo entusiasmi
sorprendenti….ma non era una idea folle?
La vera “molla” che ci spinge ad abbandonare ogni indugio è l’incitamento
della Curia Arcivescovile di Ravenna, l’interessamento dell’Arcivescovo
Monsignor Verrucchi (persona semplice e squisita) sarà l’ “albero motore”
di questa impresa a cui nessuno, ormai, vuole rinunciare.
Sì! “in moto per uno straccio di pace” si farà! Che meravigliosi
pazzi ci celano fra il “popolo” Guzzista.

un valore di tutti
In Via Maggiore c’è fermento. Si ipotizza una domenica di settembre, proprio
nel periodo della tragedia di New York, per la prima edizione del 2002.
Sì, perché adesso c’è la frizzante convinzione che “per uno straccio
di pace”
godrà addirittura di longevità. Prima eravamo dubbiosi, poi
indecisi, ora raggianti,…..non stiamo correndo troppo? Calma, calma e
prudenza.
Per prima cosa si cerca di mettere al riparo l’iniziativa delle consuete
e puntuali strumentalizzazioni. Non saremo certo noi a scoprire il valore
supremo della Pace per l’umanità……quindi meglio evitare proclami demagogici;
la Pace è un valore che appartiene a tutti, a “tutti gli uomini di
buona volontà”
, non è di destra o di sinistra, e tantomeno appartiene
a certi “pacifisti” ottusi non troppo sereni e sovente distratti. Si evitano
con cura annunci fruibili agli appetiti di qualche “fazione”, solo un
semplice drappo bianco avvolgerà le moto con la scritta: “per uno straccio
di pace”
.
Se l’ingenuo Abele avesse impugnato un mitra mai il truce Caino
ci avrebbe provato con una mascella d’asino, ma se qualcuno avesse convinto
Caino a dialogare con Abele invece di aggredirlo…..sarebbe
andata diversamente? Sarebbe diventato un posto migliore il mondo? Crediamo
di sì. Ecco, nel nostro piccolo, anzi piccolissimo, vorremmo portare un
corteo di motociclisti in Piazza San Pietro con “Abele” e “Caino” in sella
alla moto, non importa quale moto, tutte possono partecipare (come sempre
alle iniziative del Guzzi Club Ravenna).
Si partirà a notte fonda con i serbatoi rigorosamente “pieni” al cospetto
della Basilica di S.Apolinare in Classe, alle porte di Ravenna.
L’itinerario è la Superstrada E45 (Ravenna-Roma) tanto cara ai motoviaggiatori
nordici attratti dal magnetismo del centro-Italia. Oltre alle soste programmate
(colazione e rifornimenti) vengono individuati alcuni punti di aggregazione
lungo il percorso. Da Ravenna a Roma vi sono circa 800 chilometri (andata
e ritorno, è ovvio) da consumarsi in una sola giornata: “in moto per
uno straccio di pace”
inizierà all’alba e finirà al tramonto, da buio
a buio, e il gruppo deve restare sempre unito. Bisogna pensare ad ogni
cosa sperando anche nella Dea Bendata, purtroppo manca la sfera
di vetro per la solita ipoteca: il maltempo, sempre lui,…..speriamo in
una bella giornata.
Il tam-tam si è diffuso fra le tribù motociclanti e ogni giorno
in Via Maggiore il telefono squilla con richieste di chiarimenti, ….mezza
Italia sembra voler partecipare. “Ahooooo aguzzistiiiiiii vevogliobbeneeeeee….quannnoseparteeee
cò stò stracciodepaceeeeeee?!”

un giorno speciale
Ci siamo. Le previsioni-meteo hanno annunciato bel tempo. Bene. Domenica
15 settembre 2002, ore 5,30. La notte si anima con i bagliori dei tantissimi
fari e con il pulsare dei motori bicilindrici in arrivo al cospetto della
Basilica di Classe, tempio dei mosaici dichiarati dall’Unesco “patrimonio
dell’umanità”
. Quante moto! E quante ne arrivano…..di ogni marca e
tipo. C’è anche il Sindaco di Ravenna, Widmer Mercatali, col suo scoter,
e percorrerà un lungo tratto assieme a noi. Il silenzio torna a regnare
come per magia con la benedizione di Monsignor Giuseppe Verrucchi,…..quando
un Guzzista gli offre un casco e la sella di “passeggero” sulla sua California
quasi accetta l’invito! C’è mancato davvero poco. Una persona squisita
Monsignor Verrucchi.
Si parte. Centinaia di mani guantate ruotano le chiavi di accensione,
gnignigni……Wrummm! Wraum! YhuuuuuuHuHu ZhuuuHuuu! …..un
coro unanime di accensioni e Clock di prime marce innestate muove un ordinato
“popolo” di motociclisti accodato alla pattuglia della “stradale” verso
l’inizio della E45. Un “serpentone” luminoso illumina una E45 semideserta,
buon Dio quante moto!
Brrrrrrrr..…però che freddo. L’alba ci accoglie con i bagliori
dorati usciti dai monti sul valico del Verghereto, finalmente possiamo
vederci, ogni casco si gira alla ricerca di mille sorrisi. Una “giapponese”
si affianca e il suo cavaliere mi sorride con la gioia di un bimbo: “ciao
fratello! Oggi sarà un gran giorno”
. Ecco cos’è la Pace: viaggiare
insieme e magari impugnando un manubrio, condividere una medesima passione,
quella per la moto nel suo volto migliore.
Il pulsare del bicilindrico è coperto dal “tuttuno” del gruppo ma riesco
comunque a sentirlo, Rhurhurhurhurhu………frulla gagliardo fratello
dai due pistoni a -V- e portami lontano ancora una volta. Oggi è un giorno
speciale e sono io a condurre te: ti porto dal Papa.
Sono molto grato alla Guzzi, questi due cilindri antecedenti le ginocchia
mi hanno fatto scoprire il mio paese, dietro a questo manubrio ho imparato
ad amarlo, qualche volta a detestarlo per lo scempio che facciamo dei
nostri paesaggi; anche lo sfregio della bellezza paesaggistica è un atto
di “guerra”. Sarebbe ora di dichiarare Pace alla meraviglia donataci dal
buon Dio, lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi.
Attraversiamo l’armonia dei paesaggi umbri: sono queste le terre di San
Francesco, il primo vero pacifista della storia. Le ore scorrono veloci
come il grigio-argento sotto alle pedane, tante altre moto si sono
aggregate a Città di Castello, adesso Roma e Piazza San Pietro si avvicinano.
Si avvicinano. Si avvicinano.

“il cuore batte forte, il respiro si fa affannoso….”

Arriviamo a Roma nella tarda mattinata di una giornata
luminosa. Le strade capitoline si aprono per noi come in un abbraccio…..la
carovana di motociclisti guidata dalla polizia in alta uniforme entra
orgogliosa nel teatro di Piazza San Pietro fra gli applausi della folla.
Oh! Che spettaaaacoloooo! Il cuore batte in petto in un tutt’uno col pulsare
del motore e l’emozione ti rapisce. “E’ un’entrata trionfale, il cuore
batte forte, il respiro si fa affannoso, gli occhi lucidi. Vedo le transenne
che circondano Piazza S. Pietro che si aprono solo per noi…..”
(da
un resoconto di viaggio).
A Castel Gandolfo il Saluto dell’Angelus letto nientemeno che da
Sua Santità il Papa, Giovanni Paolo II. Papa Karol Wojtyla: questo
straordinario Pontefice che parla con la sua vita, con il suo esempio,
col suo coraggio non-violento che ha sgretolato i muri della violenza
e della paura portando molto di più di una speranza al mondo. Con le giacche
da moto addosso ascoltiamo il parlare sofferto di quell’angelo vestito
di bianco, anziano e malato, ma niente affatto rassegnato. E’ venuto per
noi, è venuto a ricevere il nostro augurio: “per uno straccio di pace”.
E’ venuto a salutare il Popolo dei Motociclisti. Abbiamo realizzato un
sogno di cui solo ora siamo coscienti.
“l’incontro con Giovanni Paolo II rende tutti malleabili, disponibili,
ricettivi, liberanti. Ci si sente accesi nei cuori e ogni partecipante
sente la fiamma dell’amore. Lo stupore lascia senza parole!”
(Claudio
Mancin, presidente del Guzzi Club Ravenna).

Nella prima edizione del 2002 hanno partecipato
circa 300 motociclisti. Nella seconda del 2003 oltre 400. Nella terza
del 2004 oltre 500 motociclisti hanno portato “uno straccio di pace”
in Piazza San Pietro al cospetto del Papa.
“In moto per uno straccio di pace” è un evento ripreso da TV e
quotidiani nazionali e locali, ma è soprattutto un patrimonio per chi
vi ha partecipato in numero sempre crescente. Grazie ragazzi! Grazie di
cuore a chi ci ha aiutato e a chi ci ha creduto.
Siamo orgogliosi……di tutti noi.

Guzzi Club Ravenna
www.magicamoto.it

Fabio Baldrati

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