eh NO, fratello…….

“Terminato il “delirio” agostano (finalmente)
trovo nella buchetta della posta una cartolina. Leggo
il nome del mittente e sorrido. E ricordo. ……e vi
racconto.

Toscana: una domenica di primavera. Percorro la statale
69 nei pressi di Montevarchi e il traffico è abbastanza
sostenuto.

……Lo vedo scandirsi sempre più mentre mi avvicino.
Eccolo: è fermo sul ciglio opposto della strada,
in piedi, curvo sulla moto adagiata sul cavalletto.
Istintivamente capisco che ha dei problemi, scalo un paio
di marce e accosto, aspetto la possibilità di una
inversione ad U.
Lui non mi ha visto.
E’ un giovane sui 25 anni, il volto è arrossato,
teso, lo vedo armeggiare sul maubrio e scuote la testa
sconsolato, poi fa un cenno ad una macchina in corsa,
…..niente, Un’altra: niente. Niente. Nessuno si ferma
in questo veloce rettilineo. Finalmente un intervallo
fra le macchine: pianto la prima e apro il gas, sono dalla
sua parte. Lo vedo venirmi incontro come un soldato di
leva col congedo. Abbozza un sorrisino sforzato e sibila
a fil di voce “….meno male”. Poi, mentre apro
il cavalletto si sfoga: “nessuno si ferma……nemmeno
quei due motociclisti….prima! L’è no schifoooo!”
(è toscano).
Gli rispondo:
“fra la gente sei solo, non lo sapevi? E poi non
erano motociclisti, quelli, ma gente con la moto. Qual’è
il problema?”
E lui: “ho girato la chiave …….ho sentito un
sibilo poi più nulla. L’è mortaaaa”.

Mi conduce alla sua moto di cui non vi dirò mai
tipo e marca. Tutte le moto di questo mondo sono fallibili,
Guzzi comprese, così come anche un carro armato
può appiedarti.
E il nostro amico è appiedato senza pietà.
Gli chiedo dov’è la
scatola-fusibili: non lo sà. E’ quasi in preda
al panico e con le mani tremule mi allunga un complicatissimo
libretto-istruzioni,…roba da Settimana Enigmistica.
Eccola, è lì. …..sarebbe lì!!!
E chi la smonta ‘sta roba?
Tutto è chiuso in una carenatura ermetica accessibile
tramite alcune chiavi speciali (non in dotazione!!). Dove
tocco mi ustiono, tutto è bollente. Mai, mai e
poi mai capirò questa assurda mania di celare la
parte più bella di una moto: il suo motore! Guardo
la mia California carica di bagagli, lurida di polvere
e di insetti spiaccicati, con i suoi due cilindroni liberi
nell’aria.
Poche normalissime chiavi inglesi e un cacciavite e la
smonterei tutta.
Ma questo sarcofago mi ha “steso”!. Chi concepisce
certi concetti costruttivi vorrei vederlo adesso, lungo
la strada, lontano da casa e nel tardo pomeriggio di una
domenica. Cosa farebbe? E’ presto detto: quello che farebbero
tutti, quello che anch’io sto facendo: sfodero il mio
vecchio Nokia e compilo il 116. Una vocina zuccherosa
mi chiede nome cognome, targa, località …….tempo:
mezz’ora.

Non è la prima volta: ….questi spendono un vagone
di milioni in una moto di “tendenza” e non sanno
com’è fatta, nemmeno se ne interessano. Hanno un
telefonino, due! E non lo prendono con sè. Partono
con un pressapochismo da incoscienti, e poi, eccoli, in
panne, col volto tremolante in preda al piagnisteo.
Il 116 è un buon servizio (diciamo che funziona)
anche se costerà un salasso al nostro amico, ma
non c’era altro da fare, abita lontano.

Finalmente si calma, facciamo amicizia, ci scambiamo
numeri di telefono e indirizzo. Quando arriva il carro
attrezzi tira un sospiro da sgonfiare un dirigibile.
Mi ringrazia a mitraglia poi sbotta euforico: “….solamente
un motociclista poteva fermarsi”.
Col cavolo! Penso. “eh NO, fratello, si è
fermato un guzzista! Che è un animale particolare.
Tienilo bene a mente”.
Annuisce a fronte corrugata, serio, mentre risponde
con un solenne “è la mia” all’autista
che chiede: “quale delle due? Tutteddue?”

La cartolina che ho fra le mani è sgargiante di
palmizi e mari lontani, sul
retro “tanti saluti….ecc.ecc.ecc”. Ma nella
parte bassa del cartoncino una scritta a pugno pesante:
“viva i guzzisti!!!!!”
Morale della favola (e questa non è una favola):
fermiamoci sempre quando qualcuno ci sembra in panne.

Un lampeggio a tutti voi.

Fabio Baldrati.”

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